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La Cura di sé è la potenzialità madre. Cosa significa questa parola? Trarsi in salvo, mettersi in sicurezza, badare a sé, tenersi presenti. E, soprattutto, farsi felici.

La cura di sè è un concetto che sentiamo di frequente e che spesso associamo alla cura dell’estetica e del nostro corpo. Altrettanto spesso, la trascuriamo per la frenesia e i ritmi accelerati della nostra vita contemporanea. Io per prima ho dovuto fare un lungo percorso di consapevolezza e di scoperta su cosa veramente volessero dire queste parole e quale messaggio rappresentasse per il mio benessere.

La cura di sé è prima di tutto “amore per se stessi”

Dimentichiamo o sconosciamo che la cura di sé è prima di tutto “amore per se stessi”, amore per la nostra propria vita, e amore per la vita. Si tratta di quella condizione così importante e necessaria che senza di lei è molto difficile, per esempio, pensare all’allenamento delle nostre potenzialità e di conseguenza al nostro benessere. Prenderci cura di noi ci spinge a occuparci del nostro sviluppo interiore, che è individuale e relazionale al tempo stesso.

“Perseguirlo, sia come strada che, come traguardo esistenziale, è l’unico modo autentico di esser altruisti: se mi soddisfo per conto mio, non sono a tuo carico. In questo modo anche tu hai spazio, tempo e risorse per fare la stessa cosa con te.”
– Stefania Andreoli, psicoterapeuta

La cura di sé non è egoismo

Spesso confondiamo il gesto di prenderci cura di noi con un’azione “egoista”, come se questo togliesse qualcosa agli altri. Invece, è esattamente il contrario! L’egoismo viene spesso mal rappresentato e confuso con forme patologiche come il narcisismo che, invece, è una deviazione grave della personalità che sfocia in compromissioni severe delle relazioni.

Spiega ancora Stefania Andreoli che “farci garante dei nostri bisogni e non imbavagliare le nostre esigenze ci rende persone vere e libere: persone sane”. Cessando di compiacere chi ci sta intorno, cesseremo di essere dipendenti. Prendendoci cura di noi e non solo degli altri, porterà risultati profondamente trasformativi: saremo finalmente responsabili della nostra felicità e delle nostre azioni per raggiungerla senza delegarle agli altri. Accresceremo la nostra autostima entrando in contatto con il nostro Vero Se, attingendo alle proprie risorse interiori come ingredienti del nostro talento e della realizzazione delle nostre potenzialità.

Non ci prendiamo cura di noi, perché prima pensiamo agli altri

Spesso dimentichiamo di prenderci cura di noi stesse perché siamo molto orientate a pensare prima agli altri, ai loro bisogni e al loro benessere. Perché nell’amare l’altro ci interessiamo per il suo bene, la sua felicità, che è anche la nostra. Non dobbiamo però dimenticare questa che per me rappresenta una premessa:

“Il primo oggetto dell’amore è la vita stessa. Amare la vita è il fondamento di una sana e benevola autostima. Amare la vita significa anche amare la propria vita. L’amore che diviene anche amore di sé assume la pratica del prendersi cura di se stessi, che è un vasto e straordinario programma di allenamento”.
– Luca Stanchieri, coach e fondatore della Scuola di Coaching Umanistico

Questo significa che nella espressione di quell’amore per la vita, dentro ci stano bene insieme l’amore per noi stessi e l’amore per gli altri, la cura degli altri e di noi stessi.

Il modo migliore per esprimere noi stesse liberamente

La cura di sé è quella condizione che ci permette di proteggerci, realizzare se stessi, migliorarci, e per fare questo, siamo liberi di scegliere la modalità perché si tratta di un’attività libera. Quindi quando ci occupiamo di noi esprimiamo noi stesse liberamente perché scegliamo il modo migliore per noi di prenderci per mano e di amarci. E tu, ti prendi cura di te?

Progetto Coaching Donna ti augura di essere felice.